Meccanismi virali
domenica 8 luglio 2012
lunedì 7 marzo 2011
Cos'è il viral marketing?
Cos'è il viral marketing?
Il viral marketing, o marketing virale, è una forma di web marketing che rappresenta la diretta evoluzione del passaparola utilizzato attraverso internet!
Il termine viral marketing fu creato negli anni 90 da Draper Fisher Jurvetson che lo utilizzò facendo una analogia con la diffusione esponenziale di un virus!
Infatti, caratteristica fondamentale del viral web marketing, è la diffusione di tipo esponenziale di un messaggio da un numero ristretto di persone interessate che, attraverso vari mezzi di comunicazione, lo trasmettono ad un numero estremamente elevato di soggetti finali!
Questa particolare tecnica di web marketing non esaurisce la sua straordinaria utilità nel campo del business online, ma può essere utilizzata, se correttamente indirizzata, per promuovere qualunque cosa, in ogni campo: Personaggi, prodotti, politica, religione e persino un'idea a cui tenete particolarmente!
Qualcuno ha cercato di demonizzare questa tecnica, ma nessuna tecnica è cattiva di per sé dato che potrebbe benissimo essere utilizzata per promuovere un'idea positiva!
Date queste premesse, il viral marketing, utilizzato ogni giorno dai più grandi esperti di web marketing, sembrerebbe essere la soluzione ad ogni problema, ma, prima di procedere alla spiegazione pratica, dobbiamo dire che la tecnica, per sua natura, ad un certo punto assume come una vita propria e basta un nulla perché si rivolti contro chi l'ha creata generando il risultato opposto a quello sperato!
Ultimo appunto è che il viral marketing non deve necessariamente avvenire online, può avvenire tranquillamente anche offline come semplice passaparola e, in questo caso, assume, più propriamente, il nome di meccanismo virale (Nota 1), ma è nel web marketing virale che la tecnica può sfruttare tutta la sua potenza, grazie ai potenti meccanismi di viralizzazione presenti online!
Come si attua il viral marketing!
Prima ancora dei mezzi di viralizzazione, nel viral web marketing, è importante che l'idea che vogliamo proporre sia strutturata in maniera tale da essere così originale ed in maniera da attirare tanto l'attenzione da diffondersi con forte rapidità in una popolazione!
L'idea dovrà essere così interessante (nota 2) per un utente che questi la passerà spontaneamente ad alri utenti che, a loro volta, la passeranno ad altri utenti e così via in una vera e propria reazione a catena!
I vantaggi dell'utilizzo della rete, nel web marketing virale, sono che l'idea può essere diffusa gratis, chiaramente e, soprattutto, velocemente!
È palese che oggi i principali metodi per fare viral marketing sono i social network, primo tra tutti Facebook, ma innescare il meccanismo virale non è automatico e servirà un certo lavoro di diffusione dell'idea perché la magia prenda vita!
Una volta innescato il meccanismo virale voi non dovrete far altro che osservare l'idea diffondersi e, se avrete fatto le cose nel modo giusto, lo farà nella maniera migliore per voi!
Ora passiamo ai mezzi di viralizzazione online!
Abbiamo già parlato dei social network nei quali i mezzi di viralizzazione sono quasi infiniti, basti pensare alle pagine fan di Facebook, ma non sono gli unici!
Il web marketing virale fonda le sue basi sull'utilizzo di: e-mail, video strutturati per generare un effetto virale su Youtube e siti simili, programmi di passaparola, utilizzo di blog specificamente strutturati, aggregatori di notizie, siti di annunci, siti di paid to write e tutti gli altri infiniti siti che possono essere utilizzati in questo senso! (Nota 3)
Ovviamente è possibile integrare le straordinarie potenzialità del web marketing virale con le tecniche di marketing classico, come la pubblicità a pagamento, ottenendo un doppio effetto!
Ancora, può essere usato per lanciare un nuovo prodotto testando, a costo zero, se l'utenza è pronta a recepire l'idea o il prodotto!
Un utilizzo molto sfruttato del web marketing virale è la possibilità di creare rapidamente mailing list non targhettizzate (Nota 4) che poi, con le tecniche di web marketing classico, verranno targhettizzate per un determinato prodotto o servizio!
Chiudiamo con qualche esempio di marketing virale: Giochi online, curiosità che attirano l'attenzione, e-mail con storie divertenti oppure contenenti le famose catene di sant'Antonio! (Nota 5)
A volte, alcuni esperti di web marketing, col meccanismo virale, riescono a creare idee che attraggono così tanta gente da riuscire a decretare, per un certo periodo di tempo, un successo straordinario di un sito, un'idea o quant'altro!
Ora anche voi avete uno strumento potentissimo per diffondere le vostre idee: Il meccanismo virale!
Buon lavoro!
Note
Nota 1: Uno stupendo esempio di meccanismo virale che assume una vita propria sfuggendo completamente al controllo dei suoi creatori, con effetti catastrofici per gli stessi, lo trovate nel meraviglioso libro di Umberto Eco: Il pendolo di Focault! Il libro precorre di molti anni la stessa creazione del termine marketing virale, ma ne è un esempio estremamente esplicativo!
Nota 2: Avete presente i vari tormentoni estivi? È la stessa cosa solo che, nel viral web marketing, non sarà un evento casuale, ma sarete voi a dirigere l'idea nella giusta direzione!
Nota 3: Ovviamente dovrete sempre accertarvi che i mezzi di viralizzazione che prendete in considerazione permettano un utilizzo in questo senso dei loro servizi!
Nota 4: Noi siamo contrari a questa tecnica, ma ve la abbiamo esposta per completezza! Se non sarete completamente onesti con i vostri utenti, cambiando le cose in corso d'opera, perderete la vostra credibilità e, credeteci, persa la credibilità avrete perso tutto, ma di questo parleremo meglio in un altro articolo!
Nota 5: Una catena di sant'Antonio è costituita da messaggi che incitano ad inviare altri messaggi identici a quello che si è ricevuto generando una sequenza infinita di messaggi! È una pratica da evitare assolutamente!
Il viral marketing, o marketing virale, è una forma di web marketing che rappresenta la diretta evoluzione del passaparola utilizzato attraverso internet!
Il termine viral marketing fu creato negli anni 90 da Draper Fisher Jurvetson che lo utilizzò facendo una analogia con la diffusione esponenziale di un virus!
Questa particolare tecnica di web marketing non esaurisce la sua straordinaria utilità nel campo del business online, ma può essere utilizzata, se correttamente indirizzata, per promuovere qualunque cosa, in ogni campo: Personaggi, prodotti, politica, religione e persino un'idea a cui tenete particolarmente!
Qualcuno ha cercato di demonizzare questa tecnica, ma nessuna tecnica è cattiva di per sé dato che potrebbe benissimo essere utilizzata per promuovere un'idea positiva!
Date queste premesse, il viral marketing, utilizzato ogni giorno dai più grandi esperti di web marketing, sembrerebbe essere la soluzione ad ogni problema, ma, prima di procedere alla spiegazione pratica, dobbiamo dire che la tecnica, per sua natura, ad un certo punto assume come una vita propria e basta un nulla perché si rivolti contro chi l'ha creata generando il risultato opposto a quello sperato!
Ultimo appunto è che il viral marketing non deve necessariamente avvenire online, può avvenire tranquillamente anche offline come semplice passaparola e, in questo caso, assume, più propriamente, il nome di meccanismo virale (Nota 1), ma è nel web marketing virale che la tecnica può sfruttare tutta la sua potenza, grazie ai potenti meccanismi di viralizzazione presenti online!
Come si attua il viral marketing!
Prima ancora dei mezzi di viralizzazione, nel viral web marketing, è importante che l'idea che vogliamo proporre sia strutturata in maniera tale da essere così originale ed in maniera da attirare tanto l'attenzione da diffondersi con forte rapidità in una popolazione!
I vantaggi dell'utilizzo della rete, nel web marketing virale, sono che l'idea può essere diffusa gratis, chiaramente e, soprattutto, velocemente!
È palese che oggi i principali metodi per fare viral marketing sono i social network, primo tra tutti Facebook, ma innescare il meccanismo virale non è automatico e servirà un certo lavoro di diffusione dell'idea perché la magia prenda vita!
Una volta innescato il meccanismo virale voi non dovrete far altro che osservare l'idea diffondersi e, se avrete fatto le cose nel modo giusto, lo farà nella maniera migliore per voi!
Ora passiamo ai mezzi di viralizzazione online!
Il web marketing virale fonda le sue basi sull'utilizzo di: e-mail, video strutturati per generare un effetto virale su Youtube e siti simili, programmi di passaparola, utilizzo di blog specificamente strutturati, aggregatori di notizie, siti di annunci, siti di paid to write e tutti gli altri infiniti siti che possono essere utilizzati in questo senso! (Nota 3)
Ovviamente è possibile integrare le straordinarie potenzialità del web marketing virale con le tecniche di marketing classico, come la pubblicità a pagamento, ottenendo un doppio effetto!
Ancora, può essere usato per lanciare un nuovo prodotto testando, a costo zero, se l'utenza è pronta a recepire l'idea o il prodotto!
Un utilizzo molto sfruttato del web marketing virale è la possibilità di creare rapidamente mailing list non targhettizzate (Nota 4) che poi, con le tecniche di web marketing classico, verranno targhettizzate per un determinato prodotto o servizio!
Chiudiamo con qualche esempio di marketing virale: Giochi online, curiosità che attirano l'attenzione, e-mail con storie divertenti oppure contenenti le famose catene di sant'Antonio! (Nota 5)
A volte, alcuni esperti di web marketing, col meccanismo virale, riescono a creare idee che attraggono così tanta gente da riuscire a decretare, per un certo periodo di tempo, un successo straordinario di un sito, un'idea o quant'altro!
Ora anche voi avete uno strumento potentissimo per diffondere le vostre idee: Il meccanismo virale!
Buon lavoro!
Nota 1: Uno stupendo esempio di meccanismo virale che assume una vita propria sfuggendo completamente al controllo dei suoi creatori, con effetti catastrofici per gli stessi, lo trovate nel meraviglioso libro di Umberto Eco: Il pendolo di Focault! Il libro precorre di molti anni la stessa creazione del termine marketing virale, ma ne è un esempio estremamente esplicativo!
Nota 2: Avete presente i vari tormentoni estivi? È la stessa cosa solo che, nel viral web marketing, non sarà un evento casuale, ma sarete voi a dirigere l'idea nella giusta direzione!
Nota 3: Ovviamente dovrete sempre accertarvi che i mezzi di viralizzazione che prendete in considerazione permettano un utilizzo in questo senso dei loro servizi!
Nota 4: Noi siamo contrari a questa tecnica, ma ve la abbiamo esposta per completezza! Se non sarete completamente onesti con i vostri utenti, cambiando le cose in corso d'opera, perderete la vostra credibilità e, credeteci, persa la credibilità avrete perso tutto, ma di questo parleremo meglio in un altro articolo!
Nota 5: Una catena di sant'Antonio è costituita da messaggi che incitano ad inviare altri messaggi identici a quello che si è ricevuto generando una sequenza infinita di messaggi! È una pratica da evitare assolutamente!
Il marketing virale
Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali.
E’ un'evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un'intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.
E’ un'evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un'intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.
Il principio del viral marketing si basa sull'originalità di un'idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un virus, l'idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del "passaparola", la conoscenza dell'idea.
Il medium Internet si presta in modo ottimale a fare da amplificatore di un’idea, di un gadget, di un messaggio: questo perché è facilissimo, ad esempio, trasmettere un messaggio via posta elettronica, inserendo un link ad una pagina web. A volte non serve nemmeno l’indicazione volontaria di un sito da cui scaricare un programma, un gioco, o a cui accedere per un servizio online: basta l’inserimento di una “firma” in calce di una email per avviare un meccanismo di espansione esponenziale. E’ stato ad esempio il caso di Hotmail, servizio di webmail gratuito che si è auto-promozionato – ormai circa 10 anni fa – inserendo in calce a tutte le email inviate attraverso il suo servizio la firma “Get your free email at Hotmail – www.hotmail.com” . In 12 mesi fu raggiunto l’eccezionale risultato di avere 18 milioni di utenti registrati spendendo solo mezzo milione di dollari di advertising!!
Il viral marketing è stato studiato e modellizzato da Ralph F. Wilson, di professione E-Commerce Consultant che ne ha definito i principi in “The Six Simple Principles of Viral Marketing”:
A parte il caso di Hotmail, fin dai suoi inizi il web è stato utilizzato come veicolo di marketing virale per promuovere servizi gratuiti, petizioni politiche, cause sociali: negli Stati Uniti e in altri Paesi evoluti questo avviene da anni. In Italia invece l’uso cosciente di queste tecniche di moltiplicazione del messaggio – e quindi dei contatti – è relativamente recente.
Nel campo dell’azione politica e sociale senz’altro il maggior caso di successo è quello rappresentato dal blog di Beppe Grillo. Nel suo caso funziona sia il passa-parola tradizionale, dato il grande numero di suoi fans che si fanno promotori delle sue idee; ma funziona soprattutto in maniera eccezionale il meccanismo virale via Internet. Tutte le sue iniziative sono nate dalla rete, dal suo blog: attraverso un meccanismo di divulgazione dei contenuti del suo blog – testi, immagini ma anche e video – soprattutto nei circuiti di social network come ad esempio YouTube o MySpace, oppure attraverso meccanismi di “affiliazione sociale” come quello messo in atto recentemente per promuovere la petizione “Anti Gentiloni Divide” riguardante l’attribuzione delle frequenze del Wi-Max.
Ma il marketing virale, se usato in maniera intelligente e non intrusiva, può diventare un eccellente strumento di promozione online per veicolare prodotti, servizi di natura commerciale.
Un esempio di successo è rappresentato dal concorso online recentemente lanciato da Air Dolomiti - www.airdolomiti.it .
Attraverso un meccanismo virale, gli utenti che si sono registrati al concorso possono usufruire di sconti sugli acquisti online. Funziona così: tutti coloro che si registrano al concorso possono segnalare via email l’iniziativa a 3 amici e così ottengono automaticamente uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati su Spazio Italia, il negozio online di Air Dolomiti.
Questo meccanismo di passa-parola ha funzionato in maniera eccellente se è vero che circa il 30% degli utenti registrati ha mandato un messaggio agli amici.
I risultati del concorso online – svolto tra marzo e giugno di quest’anno – sono stati pienamente soddisfacenti per Air Dolomiti – visto che sono oltre 15.000 gli utenti che si sono registrati; inoltre l’azienda ha dichiarato che, grazie anche alla notorietà generata dal concorso, ha registrato un aumento del 13% dei passeggeri nei primi 6 mesi dell’anno.
Il medium Internet si presta in modo ottimale a fare da amplificatore di un’idea, di un gadget, di un messaggio: questo perché è facilissimo, ad esempio, trasmettere un messaggio via posta elettronica, inserendo un link ad una pagina web. A volte non serve nemmeno l’indicazione volontaria di un sito da cui scaricare un programma, un gioco, o a cui accedere per un servizio online: basta l’inserimento di una “firma” in calce di una email per avviare un meccanismo di espansione esponenziale. E’ stato ad esempio il caso di Hotmail, servizio di webmail gratuito che si è auto-promozionato – ormai circa 10 anni fa – inserendo in calce a tutte le email inviate attraverso il suo servizio la firma “Get your free email at Hotmail – www.hotmail.com” . In 12 mesi fu raggiunto l’eccezionale risultato di avere 18 milioni di utenti registrati spendendo solo mezzo milione di dollari di advertising!!
Il viral marketing è stato studiato e modellizzato da Ralph F. Wilson, di professione E-Commerce Consultant che ne ha definito i principi in “The Six Simple Principles of Viral Marketing”:
- Offre servizi o prodotti gratuiti
- E' facile da trasferire ad altri (amici e conoscenti)
- Deve essere facilmente scalabile (il servizio/oggetto dell’azione deve essere reso disponibile in relazione ad un numero di richieste esponenziale)
- Contiene motivazioni e comportamenti comuni
- Utilizza le reti di comunicazione usate attualmente (in particolare amici, parenti, colleghi, ecc)
- Approfitta delle risorse degli altri (si pensi ad esempio ai box, loghi, ecc piazzati in siti che fanno parte di un network di affliazione)
A parte il caso di Hotmail, fin dai suoi inizi il web è stato utilizzato come veicolo di marketing virale per promuovere servizi gratuiti, petizioni politiche, cause sociali: negli Stati Uniti e in altri Paesi evoluti questo avviene da anni. In Italia invece l’uso cosciente di queste tecniche di moltiplicazione del messaggio – e quindi dei contatti – è relativamente recente.
Nel campo dell’azione politica e sociale senz’altro il maggior caso di successo è quello rappresentato dal blog di Beppe Grillo. Nel suo caso funziona sia il passa-parola tradizionale, dato il grande numero di suoi fans che si fanno promotori delle sue idee; ma funziona soprattutto in maniera eccezionale il meccanismo virale via Internet. Tutte le sue iniziative sono nate dalla rete, dal suo blog: attraverso un meccanismo di divulgazione dei contenuti del suo blog – testi, immagini ma anche e video – soprattutto nei circuiti di social network come ad esempio YouTube o MySpace, oppure attraverso meccanismi di “affiliazione sociale” come quello messo in atto recentemente per promuovere la petizione “Anti Gentiloni Divide” riguardante l’attribuzione delle frequenze del Wi-Max.
Ma il marketing virale, se usato in maniera intelligente e non intrusiva, può diventare un eccellente strumento di promozione online per veicolare prodotti, servizi di natura commerciale.
Un esempio di successo è rappresentato dal concorso online recentemente lanciato da Air Dolomiti - www.airdolomiti.it .
Attraverso un meccanismo virale, gli utenti che si sono registrati al concorso possono usufruire di sconti sugli acquisti online. Funziona così: tutti coloro che si registrano al concorso possono segnalare via email l’iniziativa a 3 amici e così ottengono automaticamente uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati su Spazio Italia, il negozio online di Air Dolomiti.
Questo meccanismo di passa-parola ha funzionato in maniera eccellente se è vero che circa il 30% degli utenti registrati ha mandato un messaggio agli amici.
I risultati del concorso online – svolto tra marzo e giugno di quest’anno – sono stati pienamente soddisfacenti per Air Dolomiti – visto che sono oltre 15.000 gli utenti che si sono registrati; inoltre l’azienda ha dichiarato che, grazie anche alla notorietà generata dal concorso, ha registrato un aumento del 13% dei passeggeri nei primi 6 mesi dell’anno.
il marketing virale
Marketing Web lezione 8: il marketing virale
Scritto da Laila Magrosa28 ott
2008
La logica alla base del marketing virale è estremamente semplice: lo strumento più forte di persuasione è da sempre il passaparola tra amici, familiari e conoscenti; riuscire a generare il passaparola sul proprio prodotto, evento, servizio, ecc significa avere pubblicità estremamente efficace a costi molto ridotti.
Le tecniche per generare il ronzio, il passaparola sono molto antiche e sicuramente nascono prima dell’avvento del web: realizzare una pubblicità bella ed insolita fa parlare di sé (chi non ricorda le campagne di Toscani per Benetton), sponsorizzare una causa sociale o umanitaria fa parlare di sé, ma si fa parlare di sé anche attraverso la creazione di “storie metropolitane” (ad esempio chi di noi non ha sentito almeno una volta che l’ingrediente principale della Red Bull è la taurina?!).
Con il web però il word of mouth diventa il word of mouse, e trova terreno fertile: chi di voi non ha almeno una volta girato ad amici un contenuto divertente o interessante oppure non ha usato in un sito il comando “Dillo ad un amico”? In principio il passaparola era uno strumento ancora rozzo ed era generato prevalentemente attraverso lo scambio di informazioni via e-mail o via chat. Con il Web2.0 gli strumenti si sono moltiplicati: se Internet è anche una rete di connessioni è possibile sfruttare queste connessioni per far transitare i messaggi. Ecco che allora i social network e i blog diventano il terreno di azione dei nostri Buzz Angels, gli untori che liberamente o a pagamento diffondono il messaggio. Far scrivere di un prodotto, servizio o notizia su un blog influente può generare passaparola; coinvolgere la propria rete di amicizie su un Social Network aiuta la generazione di passa parola.
Un contenuto per diventare virale deve però avere alcune caratteristiche di base; le foto della mia prima comunione non potranno mai diventare virali, a meno che non ci sia un VIP con me! Un contenuto deve essere inusuale, provocatorio, irriverente, qualcosa di mai visto.
Prendiamo ad esempio il famoso video di Dove sulla vera bellezza:
è diventato virale perché nessuno in quel momento in pubblicità faceva anti-pubblicità. Il contenuto deve poi essere bello e piacevole da fruire, qualcosa che consiglio volentieri ad un amico; deve essere facilmente condivisibile, cioè utilizzare format che possa essere visto sul computer di chiunque. Infine l’associazione con la marca deve essere sottile, non invasiva perché a nessuno piace essere un uomo-sandwich veicolo di pubblicità.
Non esiste perciò una ricetta universale per costruire un contenuto virale; alcuni hanno puntato sul sesso, belle ragazze poco vestite, altri sul divertente, altri ancora sulle cause sociali, molti sulle parodie. In realtà quello che fa la davvero la differenza è la qualità del contenuto: datemi un contenuto che colpisca e che interessi e con un po’ di impegno diventerà virale.
Un contenuto virale infatti non genera di per sé il passaparola, ma è necessario stimolare la diffusione. Vediamo dunque nel dettaglio quali possono essere le tecniche per creare buzz:
1. Referral programs, cioè la logica che ogni cliente porta un altro cliente. Ad esempio periodicamente la mia banca mi regala qualcosa (buoni benzina, cellulari, tassi di interesse maggiori, ecc.) se faccio aprire un conto ad un amico.
2. Tryvertising è la rivisitazione del campione gratuito: invece di distribuire campioni gratuiti a chiunque, si inviano prodotti di prova a blogger influenti, in modo che recensiscano il prodotto sui loro blog. In questo caso l’esclusività della prova, avere per primo il prodotto, diventa la leva che ne fa parlare.
3. Empowered involvement coinvolge i consumatori non come cavie, ma come consulenti nella creazione di un prodotto, lasciandoli liberi di esprimere le proprie opinioni sul prodotto, sul packaging, sulla comunicazione o sul prodotto stesso genera affezione ed è probabile che i consumatori parlino di questa esperienza. Da questo punto di vista Ducati ha fatto scuola, arrivando a progettare una moto secondo i consigli degli utenti e spesso in contrapposizione con gli ingegneri di produzione.
4. Influencer outreach, cioè rivolgersi direttamente agli opinion leader e cercare di convincere quelli in particolare. Gli opinion leader sono coloro che spesso influenzano le scelte degli altri membri della comunità perciò ottenere il loro appoggio significa essere a metà dell’opera.
5. Seeding, cioè la semina, andare in giro per la rete a seminare il proprio messaggio cercando di generare buzz. Se pubblichiamo un video divertentissimo su You Tube, pochi lo vedranno. Se cominciamo a segnalarlo ai nostri amici e ai nostri contatti sui Social Network alcuni cominceranno a vederlo e a loro volta lo segnaleranno ad altri, ecc. Il seeding è cioè una tecnica per scatenare il meccanismo virale.
6. Infiltration, cioè l’entratà in comunità o gruppi per portare un messaggio. La tecnica dell’infiltration funziona male o è comunque molto rischiosa quando ci si finge del tutto membro di una community: meglio dichiarare da subito il proprio legame con l’azienda sponsor ma portare contenuti validi per la community, che ci ricompenserà diffondendoli.
Nonostante i nostri sforzi non tutte le ciambelle nascono però con il buco e spesso alcuni contenuti non riescono a diventare virali. Vediamo alcuni degli errori più frequenti secondo ViralManager.com:
- Scegliere di far diventare virale una campagna all’ultimo minuto: un contenuto per essere virale, come abbiamo detto prima, deve avere alcune caratteristiche di base. Non tutto può essere virale e non si può all’ultimo minuto trasformare in virale un contenuto. Una campagna virale va ideata sin dall’inizio, pianificata, progettata ed eseguita.
- Non comprendere il meccanismo di una campagna virale che si articola nella strategia, nella creatività, nella produzione ed infine nel seeding.
- Non sapere perché si vuole fare un virale, ma adottarlo solo perché se ne parla, perché è di moda, senza capire che cosa possa e non possa fare per il nostro Brand.
- Pensare che i virale sia solo per Internet: un buon virale diventa cross mediale. Non ci credete
Marketing virale
Marketing virale
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
È un'evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un'intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.
Il termine nasce nella metà degli anni '90 con Draper Fisher Jurvetson utilizzando una analogia biologica con la diffusione esponenziale di un virus e, l'espressione viral marketing diviene nel 1998 marketing "buzz-word of the year".
Il principio del viral marketing si basa sull'originalità di un'idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un virus, l'idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del "passaparola", la conoscenza dell'idea.
In genere, il termine è riferito agli utenti della rete che, più o meno volontariamente, suggeriscono o raccomandano l'utilizzo di un determinato servizio (per esempio, per la scelta di un indirizzo e-mail). Ultimamente, questa tecnica promozionale si sta diffondendo anche per prodotti non strettamente connessi a Internet: veicolo del messaggio resta comunque la comunità in rete, che può comunicare in maniera chiara, veloce e gratuita.
Un esempio di marketing virale in rete sono le e-mail contenenti storie divertenti, giochi online, siti web curiosi, che nel giro di pochi giorni possono attrarre milioni di visitatori. Spesso si tratta di fenomeni temporanei, i cosiddetti internet meme (Internet phenomenon), che hanno un picco di visite in un periodo determinato, per poi veder calare la propria attrattiva. Tra i "fenomeni" recenti della rete, si può citare il sito The Million Dollar Homepage di Alex Tew, uno studente inglese che, per pagarsi gli studi universitari, ha avuto l'idea di vendere un milione di pixel a un dollaro ciascuno.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)